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Il Generale Rolando Mosca Moschini nominato presidente del Comitato Militare della UE (CMUE)
Designato a Bruxelles dai Capi di Stato Maggiore della Difesa dei Quindici

Sarà il Generale Rolando Mosca Moschini, Capo di Stato Maggiore della Difesa, il nuovo presidente del Comitato Militare dell’Unione Europea (CMUE), un importante riconoscimento per l’Italia, nel momento in cui si prepara al semestre europeo di presidenza.
Il Generale Mosca Moschini sostituirà il presidente in carica, Generale Gustav Hagglund, nel marzo del 2004, al termine dell'attuale incarico di Capo di Stato Maggiore della Difesa, con un mandato dalla durata triennale.
La designazione è stata decisa dai Capi di Stato Maggiore della Difesa dei Quindici e dovra' essere ratificata dal Consiglio europeo.
Il Comitato Militare dell’Unione Europea assume la direzione di tutte le attività militari svolte dall'Unione, offre consulenza militare e formula raccomandazioni al Comitato Politico e di Sicurezza.

07/05/2003

 
 



 

 

Il generale Moschini a capo delle forze armate Ue (ndr : corso 1954-57 )

 
 

 

BRUXELLES, 6 APRILE 2004 - Da questa settimana, il generale Rolando Mosca Moschini diventa ufficialmente il piu' importante militare dell' Ue, con l'incarico di guidare le forze armate europee per i prossimi tre anni.
Da venerdi', come stabilito fin dal maggio scorso, l'ex Capo di stato maggiore della Difesa diventa ''presidente del Comitato militare dell'Unione europea'' al posto del generale finlandese Gustav Hagglund.

Gia' domani, a Bruxelles, dove Mosca Moschini operera' fino alla primavera 2007, vi sara' una presentazione di questo cambio della guardia che proietta un italiano alla guida dell' organismo collegiale di vertice della struttura militare della Ue. Mosca Moschini, 65 anni, sara' infatti ''chairman'' dei Capi stato maggiore della difesa dei Paesi di una Ue ormai allagata a 25 Stati: il comitato ha, fra l'altro, l'incarico di guidare la struttura militare dell'Unione, di coordinare la Politica di europea di sicurezza e difesa (Pesd), di interagire con la Nato e di fornire consulenza ai vertici politici dell'Ue avvalendosi del supporto dello Stato maggiore militare (il ''Military Staff'').

Nei prossimi tre anni, l'umbro Mosca Moschini - che tra il '97 ed il 2001 e' stato Comandante generale del Corpo della Guardia di Finanza - avra' l'incarico di gestire le capacita' operative europee che ormai consentono di dispiegare entro 60 giorni e sostenere per almeno un anno forze militari in grado di svolgere l'intera gamma delle cosiddette ''missioni di Petersberg'' (umanitarie, di mantenimento o imposizione di pace, di salvataggio di civili, di combattimento per gestione di crisi).

In ambiente militare italiano vengono definite possibili operazioni fino a livello di corpo d'armata, con componenti terrestre, navale ed aerea, per un impegno massimo di 50 mila-60 mila uomini.

Il generale fara' leva sull'esperienza maturata in una lunga carriera iniziata alla Scuola militare Nunziatella e passata attraverso tre lauree, il Centro alti studi per la difesa e incarichi di comando in divisioni e brigate prestigiose come la Folgore, la Vittorio Veneto e i Granatieri di Sardegna, oltreche' attraverso missioni diplomatiche a Londra e all'Onu.

Mosca Moschini assume l'incarico proprio in un momento in cui l' Europa sta tirando le fila di un processo avviato nel 1992 con il Trattato di Maastricht, attraverso cui venne istituita la Politica Estera e di Sicurezza Comune (Pesc) con l'obiettivo di far valere l'identita' europea sulla scena internazionale in coordinamento con la Nato. E' attualmente all'esame dell'Unione la possibilita' di assumere, entro la fine del 2004, la responsabilita' delle operazioni militari in Bosnia-Erzegovina finora gestite dall'Alleanza atlantica con la missione Sfor.

Ma le ambizioni potrebbero essere anche maggiori: nel dicembre scorso il Vertice dei capi di stato e di governo dell'Ue ha approvato una ''Strategia di sicurezza europea'' con la quale in sostanza l'Europa si dichiara pronta a condividere la responsabilita' della realizzazione della sicurezza globale impegnandosi direttamente contro fenomeni che vanno dal terrorismo alla proliferazione delle armi di distruzione di massa, dalle crisi e dai conflitti regionali al fallimento degli Stati, dalla corruzione nelle istituzioni pubbliche alla diffusione della criminalita' organizzata, sempre comunque nell'ambito di una strategia d'intervento ''multidisciplinare'' che punta anche allo sviluppo economico delle aree a rischio.

 

 

 

 
UE: MOSCA MOSCHINI INSEDIATO A BRUXELLES DA SOLANA

 
 







 

 

Bruxelles, 7 apr. - (Adnkronos International) - E' stato presentato ufficialmente oggi alla stampa il nuovo presidente del Comitato militare dell'Ue (CMUE), il generale italiano Rolando Mosca Moschini, finora capo di Stato maggiore della Difesa. Il generale, che si insedierà ufficialmente venerdì prossimo in sostituzione del finlandese Gustav Hagglund, ha incontrato l'Alto rappresentante per la politica estera e di difesa dell'Ue Javier Solana. Mosca Moschini era stato eletto all'unanimità dai capi di Stato maggiore di tutti i paesi Ue, che compongono il Cmue, il 7 maggio 2003.
Il generale, che si è già trasferito a Bruxelles e resterà in carica per tre anni, nella sua qualifica di presidente (in inglese ''chairman'') del Comitato, non dipende da un singolo governo nazionale, al contrario la sua figura ha connotazione internazionale. Al tempo stesso non è subordinato ad alcun'altra autorità nell'ambito dell'organizzazione dell'Ue, se non alla volontà degli stati membri espressa nel Cmue stesso. Tra le sue funzioni, anzitutto quella di presiedere il Comitato, dirigerne e coordinarne tutte le attività e rappresentarlo di fronte al Comitato Politico e di sicurezza e allo stesso Consiglio. E' considerato il primo consulente in materia militare dell'Alto Rappresentante, e, in caso di operazioni, è l'autorità di riferimento del Comandante operativo responsabile della missione.
Lo stesso Mosca Moschini, incontrando la stampa, si è mostrato molto contento dell'incarico, ''sono rimasto molto soddisfatto - ha affermato - di aver potuto verificare di avere il consenso di tutti i miei colleghi''. Conscio delle sfide che lo attendono, in un anno che vedrà la nascita della cellula di pianificazione Ue, il varo delle forze ultrarapide (battle groups) e soprattutto la missione Ue in Bosnia al posto della Nato, l'alto ufficiale ha affermato che il suo primo obiettivo sarà quello di "far sì che questi progetti già delineati possano fare concreti passi avanti in tempi brevi. Si sa che noi militari amiamo ottenere risultato concreti''. In questo senso, ha spiegato ancora il generale, ''la Bosnia sarà un test importante e utilissimo''-
L'altro grande obiettivo sottolineato dal nuovo presidente del Comitato militare è quello di ''cercare di raggiungere il massimo di armonia tra le posizione dei membri del Cmue. Si sa che è un organo collegiale che deve adotere linee comuni in modo da afforere all'autorità politica una posizione chiara''. Una missione non facilissima, soprattutto dopo l'allargamento dell'Ue a 25 membri, ma il generale sottolinea che tra le doti che cercherà di mettere in atto figurano ''l'ottimismo, la pazienza e la determinazione''. Del resto, ha aggiunto, ''l'allargamento è un fatto molto positivo per la sicurezza, che è anzitutto partecipazione e coinvolgimento''. Il generale ha infine ribadito che, nei rapporti con la Nato, i principi guida saranno quelli della stretta cooperazione, della non duplicazione delle strutture, e che ogni paese membro metterà a disposizione uomini ora per una, ora per l'altra organizzazione, ma allo stesso tempo.

 
(Gdr/Aki)

 

 

sito ideato e curato dall' Avv. Marco Andreoli corso 1985/88

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Ultimo aggiornamento: lunedì, 20. novembre 2006.