All'inizio degli anni
Novanta è impegnato nel movimento per le riforme istituzionali che,
attraverso i referendum, porterà alla svolta maggioritaria
Roma, 17 mag. (Adnkronos) -
Se in passato si ironizzò sulla presenza al dicastero della Difesa
di ministri che non avevano prestato il servizio militare, stavolta
per Arturo Parisi vale l'esatto contrario, visto che il nuovo
inquilino di palazzo Baracchini può raccontare di aver completato
gli studi classici presso la prestigiosa Scuola militare napoletana
della 'Nunziatella'.
Nato a San Mango Piemonte, in provincia di Salerno, il 13 settembre
1940, Parisi a 6 anni si ritrova orfano di padre e trascorre la sua
infanzia a Sassari. Dopo la parentesi di Napoli, si
laurea in Giurisprudenza nella città sarda, dove inizierà
anche la carriera universitaria, con una tesi in Dottrina dello
Stato.
Dal 1963 al 1968 è prima segretario e poi
vicepresidente nazionale dei giovani dell'Azione Cattolica,
in anni di svolta per l'associazione, ai quali vertici siede
Vittorio Bachelet, poi vicepresidente del Csm, ucciso dalle Brigate
Rosse negli anni di piombo.
Nel '68 arriva a Bologna come ricercatore dell'Istituto 'Cattaneo' e
sempre nella città felsinea dal '71 è prima
docente della cattedra di Sociologia delle religioni
dell'Alma Mater e quindi ordinario della cattedra di Sociologia dei
fenomeni politici.
Il capoluogo emiliano diventa il centro dell'attività politica e
culturale di Parisi: dagli anni '80 è
vicepresidente dell'associazione 'Il Mulino' e direttore
dell'omonima rivista e per circa venti anni
dirige l'Istituto 'Cattaneo'.
All'inizio degli anni Novanta è impegnato nel movimento per le
riforme istituzionali che, attraverso i referendum, porterà alla
svolta maggioritaria. Quindi accompagna Romano Prodi nella
sua avventura politica alla guida dell'Ulivo. Dopo la vittoria
elettorale del '96 assume l'incarico di
sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e si troverà ad
essere bersaglio delle polemiche che seguono la caduta del governo
del Professore nel '98, perché avrebbe sbagliato i conti sui sì e i
no al voto di fiducia. Parisi non demorde e continua a lavorare per
la costruzione dell'Ulivo e per la nascita del Partito democratico,
passando attraverso le
esperienze prima del partito dei 'Democratici' e poi della
Margherita, dove si impegna per dar vita a tutte quelle
formule, come la lista dell'Ulivo, propedeutiche alla nascita
appunto del Partito democratico. Tra i fautori delle primarie per
arrivare alla scelta di Prodi come candidato del centrosinistra, è
l'estensore dello statuto e del regolamento che ne disciplinano lo
svolgimento.
Deputato dal 1999, quando viene eletto alle suppletive
proprio al posto di Prodi nel frattempo diventato presidente della
Commissione europea, Parisi viene riconfermato nelle ultime due
elezioni.
Gran camminatore e nuotatore, tra i suoi hobby preferiti figura la
lettura di poesie giapponesi.