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O Dio, Bontà
e Sapienza infinita, ascolta la preghiera che eleviamo a Te noi che siamo i
più giovani tra i figli in armi della nostra Patria.
Ti riconosciamo
nostro Creatore e Ti adoriamo con amore di figli; Ti riconosciamo nostro Padre
e Ti chiediamo l’ardore di amarci come fratelli; Ti invochiamo Verità e Vita
e Ti offriamo il sacrificio della nostra spirituale formazione, le ansie del
nostro studio e tutte le aspirazioni della nostra giovinezza.
Benedici noi,
che vogliamo lottare tutti i giorni, sorretti da Te, per non cadere in nessuna
battaglia della vita; benedici chi ci educa e ci avvia sul sentiero della virtù,
del sapere e della gloria; conforta le nostre care famiglia lontane, dona a
noi coraggio nel nostro quotidiano cammino e fedeltà costante al Tuo amore e
alla Tua legge; santifica la nostra passione per la Tua gloria e la gloria d’Italia.
Così sia!

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DISCORSO DEL
SANTO PADRE PAOLO VI
AI DIRIGENTI E AGLI ALLIEVI DELLA
SCUOLA MILITARE «NUNZIATELLA»
Giovedì, 12 maggio 1977 |
Vi diamo il nostro benvenuto in questo gradito
incontro con voi, cari giovani, che unitamente al vostro Comandante, al
Cappellano, agli Ufficiali e professori che vi hanno accompagnato,
rappresentate la comunità della Scuola Militare della «Nunziatella». Ci fa
tanto piacere intrattenerci con voi, sia pure brevemente, e rivolgervi la
nostra parola di augurio e di esortazione, tanto più che voi stessi avete
spontaneamente espresso il desiderio di venire a questa Udienza.
Vi diciamo subito che vi siamo vicini con l’affetto, con
la preghiera e con tutta la comprensione che in questo particolare e così
delicato periodo della vostra vita voi meritate. Siete giovani, e portate
nei vostri occhi e nel vostro cuore le speranze, le attese e le promesse
della vostra età stupenda e preziosa. Di qui l’importanza del tirocinio
severo che voi state compiendo in una Scuola che, avvalendosi di una lunga e
gloriosa tradizione, vi aiuta a realizzare pienamente voi stessi ed a
costruire responsabilmente la vostra personalità per i compiti che in futuro
vi attendono. Il senso del dovere, la disciplina, lo spirito di sacrificio,
l’amore e la devozione al vostro Paese, di cui è intessuta la trama
quotidiana della vita di oggi, sono le virtù che staranno alla base del
vostro domani, del domani della società; giacché la vita non è un trastullo,
un divertimento, una evasione dalle proprie responsabilità, come certe
interpretazioni edonistiche vorrebbero far credere, ma impegno, generosa
dedizione al servizio degli altri, sapiente traffico dei talenti che Dio ha
elargito a ciascuno di voi. E a questo riguardo noi siamo ben lieti di
sapere che la vostra Scuola non ha mai cessato di dare giusto rilievo anche
alla componente religiosa nel lavoro formativo dei suoi allievi.
Pertanto l’augurio che volentieri vi facciamo è che
questi ideali vi accompagnino sempre, e voi abbiate così a fondare il vostro
avvenire non sulla sabbia dell’incostanza e della leggerezza, bensì sulla
roccia delle solide virtù, delle ferme convinzioni religiose, etiche e
civili, e soprattutto sulla pratica della fede cristiana che, come ha
sottolineato il Concilio Ecumenico Vaticano II, «tutto illumina con una luce
nuova e svela le intenzioni di Dio nella vocazione integrale dell’uomo, e
perciò guida lo spirito verso soluzioni pienamente umane» (Gaudium
et Spes, 11).
Con questi sentimenti benediciamo di cuore ciascuno di
voi, cari giovani, e insieme con voi benediciamo i vostri Ufficiali, quanti
si dedicano alla vostra formazione morale e culturale, e tutti i vostri
familiari.
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