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Colonnello Umberto Rapetto corso 75/78
 
 
45 anni, colonnello della Guardia di Finanza, maturità classica alla Scuola Militare "Nunziatella" di Napoli (classico B 1975/78), frequenza dell'Accademia e del corso di Applicazione, lauree in Giurisprudenza all'Università di Trieste e in Scienze della sicurezza economico-finanziaria all'Università di Roma Tor Vergata e - dopo aver seguito vari corsi post-universitari e di formazione manageriale in Italia e all'estero - specializzazione in informatica e scienza dell'organizzazione, è il Comandante del Nucleo Speciale Anticrimine Tecnologico.
 
esperienza professionale
 
Dopo aver diretto l'area "network & computer security" all'Autorità per l'Informatica nella P.A., è stato - nell'ambito del Nucleo Speciale Investigativo GdF - per due anni e mezzo comandante del GAT Gruppo Anticrimine Tecnologico, il reparto (di cui è stato inventore e promotore) resosi protagonista fra l'altro della più importante indagine del mondo in materia di criminalità informatica che ha portato alla cattura dei sei hacker che hanno attaccato in Italia il Senato della Repubblica, il Ministero della Difesa - Aeronautica e quello della Sanità, e all'estero il Pentagono, la NASA e numerosi governi stranieri.
In precedenza è stato comandante di plotone al Battaglione Allievi Finanzieri di Portoferraio, capo sezione motorizzazione, trasmissioni ed informatica della 19^ Legione di Trieste, comandante della 1^ compagnia di Trieste, responsabile Infocenter del Comando Generale, comandante di sezione al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, ufficiale superiore addetto al Segretariato Generale del Ministero delle Finanze ed in tale incarico diretto collaboratore del Segretario Generale prof. Gianni Billia, ufficiale superiore addetto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e quindi assistente del Prof. Ferrante Pierantoni, membro dell'Authority per l'Informatica.
Ha partecipato ai più importanti gruppi di lavoro del Comando Generale in materia di nuove metodologie e tecnologie nel contesto operativo della Guardia di Finanza, occupandosi fra l'altro dello studio e dell'applicazione di intelligenza artificiale e sistemi esperti nelle attività investigative e di verifica fiscale.
 
esperienza didattica
 
E' titolare della cattedra di "Diritto telematico e di Internet" alla Libera Università Mediterranea "LUM - Jean Monnet" di Bari (facoltà di Economia e di Giurisprudenza, Ateneo dove è già stato professore a contratto di "Informatica"), di "E-Juris" e "Diritto commerciale telematico" alla LINK Campus - University of Malta (dove ha anche l'insegnamento di "Technointelligence" nel Master in Intelligence & Security), di "Tecniche investigative e cybercriminalità" alla LUDES, Libera Università degli Studi di Scienze Umane e Tecnologiche, con sede a Paradiso (Lugano), nel master in "Scienze dell'Investigazione", e di "Metodologie investigative in ambiente tecnologico" al Master di II livello in Scienze Forensi all'Università degli Studi La Sapienza di Roma.
E' inoltre docente di "Attività investigativa in ambiente digitale" nel master in International Co-Operation Against International and Trans-National Crimes all'Università di Teramo, di "Sicurezza delle Reti" nel Master in Network Economy presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore alla sede di Piacenza, di "Metodologie investigative tecnologiche" al Corso di perfezionamento in Polizia Giudiziaria presso l'Università degli Studi di Palermo, di "Tecniche investigative informatiche" al Corso di perfezionamento post-lauream in Psicologia delle condotte criminali tenuto dall'Università degli Studi di Parma.
Associato di "Telecommunicaciones" alla Facultad de Ingenieria - Universidad Santa Maria a Caracas (Venezuela), è stato professore a contratto di "Criminologia" alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Trento (corso integrativo "criminalità organizzata e nuove tecnologie") e di "Tecniche di investigazione informatica e telematica" all'Università di Chieti/Pescara (corso di aggiornamento in "diritto delle tecnologie ed accertamento dei reati informatici).
In questi ultimi anni ha inoltre svolto attività di docenza anche al Dipartimento di Informatica dell'Università di Pisa (corso integrativo "Criminalità informatica"), al corso post-lauream in Documentazione giuridica dell'Università della Calabria ("Criminalità informatica"), alla Scuola di specializzazione in diritto ed economia delle CE dell'Università La Sapienza di Roma ("Riservatezza dei dati personali"), alla Scuola di Management della LUISS ("Risk & crisis management"), alla facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Teramo ("Criminologia"), a quella di Ingegneria dell'Università La Sapienza di Roma ("Istituzioni di diritto civile e penale"), alla Facoltà di Scienze Politiche "Cesare Alfieri" dell'Università di Firenze ("Relazioni internazionali"), al master in Diritto dell'Informatica presso la Facoltà di Giurisprudenza alla Libera Università SS. Maria Assunta di Roma ("Criminalità informatica").
In ambito istituzionale svolge e ha svolto attività di docenza presso le Scuole di Addestramento delle strutture di intelligence, il CNR, la Direzione Corsi di Elettronica ed Informatica dello Stato Maggiore Difesa, la Scuola di Guerra, l'Istituto Superiore Stati Maggiori Interforze ISSMI, la Scuola Tecnica della Polizia di Stato, l'Istituto Superiore di Polizia, la Scuola di Polizia Giudiziaria Amministrativa e Investigativa di Pescara, l'Accademia della Guardia di Finanza, la Scuola di Polizia Tributaria, la Scuola Sottufficiali della GdF, l'Accademia Navale nonché l'Accademia della polizia rumena.
Come free-lance svolge e ha svolto attività didattica presso il Centro di Management ISVOR-FIAT, la Scuola Superiore G. Reiss Romoli del Gruppo Telecom, l'Istituto di Informatica direzionale IBM, l'IRI Management, l'Istituto Nazionale di Formazione Aziendale, CEIDA, Paradigma, SOMEDIA La Repubblica, CEGOS, il Centro di Formazione Il Sole 24 ORE, nonché nell'ambito dello stage che ogni anno l'Ordine dei Giornalisti tiene a Fiuggi per la preparazione all'esame di Stato per l'iscrizione all'Albo dei Professionisti.
Relatore e chairman in convegni nazionali ed internazionali in materia di criminalità economica e tecnologica, è stato componente del comitato scientifico del Club sul Computer Crime istituito da IPACRI (Istituto per l'Automazione delle Casse di Risparmio) e consulente dell'Ufficio Automazione del Ministero di Grazia e Giustizia.
 
attività pubblicistica
 
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (elenco pubblicisti - Consiglio Regionale del Lazio e del Molise), ha scritto su Il Sole 24 Ore, Il Giornale, L'Indipendente, Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino, La Gazzetta del Sud, Affari&Finanza de La Repubblica, Avvenire, La Padania, il settimanale Panorama e i più importanti periodici del settore tecnologico. Ha avuto per due anni una rubrica settimanale sulle pagine culturali de Il Manifesto ed ha curato per oltre un anno il canale Internet di www.concento.it (il portale del Gruppo HDP/RCS). Collabora ora assiduamente con i quotidiani Il Messaggero e Italia Oggi, il settimanale Avvenimenti e e con i mensili Newton, Max e Capital.
Testimonial "tecnico" della Guardia di Finanza in numerosi programmi e giornali televisivi e radiofonici, per oltre un anno ha avuto uno spazio sulle novità di Internet e delle tecnologie nel settimanale del TG3 RAI "Finestre" ed è stato ospite fisso due volte la settimana degli approfondimenti economici e tecnologici del network satellitare RAI News 24, ha curato per due anni la rubrica quo-tidiana "C'era una volta il Web" su Radio Capital (Gruppo Editoriale L'Espresso), interviene nei TG RAI e Mediaset e in "Mi manda Raitre" per le questioni inerenti i sistemi di pagamento elettronico.
Ha pubblicato oltre 50 libri editi da Il Sole 24 ORE Professione Impresa, EPC Editoria Professionale, Maggioli Editore, Pirola Editore, Editrice Il Crogiolo, Buffetti Editore. Coautore dei volumi "Le Nuove Guerre" e "L'Atlante delle Spie", usciti rispettivamente nel novembre 2001 e nell'ottobre 2002 per i tipi di BUR - Biblioteca Universale Rizzoli, per la medesima casa editrice nel febbraio 2003 ha pubblicato anche "Attacco all'Iraq - 100 ragioni segrete, incredibili, ovvie", primo testo che ha analizzato le dinamiche internazionali che hanno portato al recente conflitto nel Golfo Persico.
 
attività di consulenza
 
E' stato consulente delle Procure presso i Tribunali di Roma, Viterbo, Cosenza, Palermo, Massa, Pescara e Paola, della Commissione Parlamentare di inchiesta sull'AIMA nonchè del Comitato Usura, estorsioni e riciclaggio nell'ambito della Commissione Parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari. Si è occupato di trasferimento di tecnologia intangibile per conto degli organismi di controllo sulle esportazioni e sulla non proliferazione di armi nucleari e missilistiche NSG (Nuclear Suppliers Group) e MTCR (Missile Technology Control Regime).
E' inoltre consulente in materia di sicurezza informatica e riservatezza dei dati presso l'Autorità Garante per l'Energia ed il Gas.
 
esperienze internazionali
 
E' stato relatore per le rispettive delegazioni italiane in Interpol a Lyon (F), in NSG a Paris (F) e Berlin (D), in MTCR a Munich (D), in Comunità Europea a Strasbourg (F) e a Bruxelles (B), in Europol a Den Haag (NL).
Nella primavera 2001 è stato ospite del Dipartimento di Stato USA per partecipare al progetto "E-commerce: international development", lavorando alle sedi di Washington, Chicago, Denver, San Diego e New York, e tenendo lezione alla facoltà di Computer Science della University of Colorado at Boulder e conferenze presso il Pentagono e la US Military Academy di West Point.
In ambito comunitario svolge attività di specializzazione del personale della Polizia della Repubblica Ceca e collabora con il Technical Assistance Information Exchange Office (TAIEX) nelle attività di formazione del management pubblico dei Paesi europei candidati all'ingresso nell'Unione Europea.
 
riconoscimenti
 
Membro dell'Accademia Tiberina, ove è insignito del titolo di Accademico Associato, ha ricevuto significativi riconoscimenti stranieri da parte dell' US Secret Service, dell'US Naval Criminal Investigative Service, dall' US Army Criminal Investigation Command, dal Ministero degli Interni della Repubblica Ceca e dall'omologo dicastero della Romania.
Nel 2001 la Fondazione Rotary del Rotary International gli ha conferito il titolo di "Paul Harris Fellow", la Regione Piemonte e la Provincia di Alessandria gli hanno attribuito - per l'impegno istituzionale - l' "Oscar del Successo 2002", mentre la Facoltà di Economia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore gli ha assegnato il "Premio MiNE (Management in Network Economy) 2003 per il Progresso della Società dell’Informazione”.
 
sito internet : www.rapetto.it (in allestimento)

 

Alcuni dei suoi Libri :

  • Spiati? Scoprite se e' vero EPC Libri 1996

  • LE NUOVE GUERRE. DALLA CYBERWAR AI BLACK BLOC, DAL SABOTAGGIO MEDIATICO A BIN LADEN - Rizzoli 2001 http://www.nunziatella.org/stampa.htm

  • l' Atlante delle spie Rizzoli 2002

  • Attacco all'Iraq (100 ragioni segrete, incredibili, ovvie) Rizzoli 2003

Alcuni suoi interventi e pubblicazioni :

 

Guardie e ladri sul "web"

La rincorsa continua delle forze dell'ordine per non farsi sorpassare tecnologicamente
Metodi e accortezze per vincere la lotta al cyber-riciclaggio

di Umberto Rapetto (T.Colonnello della G.d.F. , direttore del progetto intersettoriale "Sicurezza Informatica" all'AIPA)

Sul numero del 21 giugno Affari & Finanza ha riportato del coraggioso workshop "Cyberlaundering 2000" sul riciclaggio attraverso Internet, un'iniziativa che ha sfidato l'incredulità e la diffidenza di chi dice - senza averne prova - che non è mai successo. Anni fa il corporate e l'home banking hanno portato i tradizionali sportelli sulle scrivanie degli uffici e delle case, consentendo a operatori non bancari di immettere denaro nel circuito creditizio, effettuare pagamenti, movimentare capitali. Ma servivano collegamenti telefonici con la banca, programmi ad hoc e talvolta piccoli terminali destinati alla specifica finalità. Poi arriva Internet: non servono più connessioni dirette, software particolari, attrezzi dedicati. Tutti possono fare banca in rete con facilità. E così, nella confusione delle autostrade dell'informazione, si mescolano e diventano invisibili le attività di riciclaggio, accelerate dalla velocità che la trasmissione dati è in grado di assicurare e rese sempre più difficili da localizzare grazie alla frammentazione degli scambi e alla molteplicità degli itinerari del denaro veicolato. Ogni presa telefonica consente ad un computer di entrare in rete e - magari per pochi minuti - trasformarsi in una postazione bancaria. Nascono, inevitabile parto gemellare, il cyberpagamento e il cyber-riciclaggio.

Esistono due varianti di strumenti di cyberpagamento: sistemi basati sul ricorso a reti telematiche (come la banca via Internet) e soluzioni fondate sullo stoccaggio di valori su smart card. Entrambe offrono particolari opportunità per i riciclatori di denaro sporco nel movimentare fondi illeciti. Il trasferimento di valori finanziari tra soggetti diversi senza l'intermediazione di istituti di credito o altre entità identificabili complica la vita alle istituzioni cui sono demandati vigilanza e controllo. La disintermediazione diventa il meccanismo con cui si dribblano le forche caudine dei passaggi obbligati e della registrazione delle operazioni sospette.

Si è stati costretti a constatare l'estrema difficoltà e talora l'incapacità ad identificare in maniera compiuta i soggetti che utilizzano questi sistemi, tutto per la mancanza o l'inadeguatezza delle tracce di audit (ovvero delle informazioni strutturate per le attività di controllo e di indagine bancaria) e per la incompleta o mancata custodia dei record contenenti i dati delle singole operazioni. La criminalità è come se avesse imparato a scrivere sotto i francobolli di lettere di scarso interesse e rilievo. Le tecniche di tunnelling IP permettono di nascondere le transazioni illegali all'interno delle informazioni tecniche che accompagnano palesi e spesso insignificanti disposizioni spedite elettronicamente all'istituto di credito. Nell'intestazione dei singoli "pacchetti" che vengono trasmessi in rete è celata l'effettiva commissione bancaria a dispetto di quanto leggibile nel contenuto del messaggio tenuto d'occhio. Ad affliggere l'esistenza degli operatori della giustizia ci si mettono pure i sistemi di comunicazione delle organizzazioni criminali resi impenetrabili da mezzi tradizionali di crittografia e più moderni di "steganografia", ossia quelli che consentono di nascondere testi e immagini all'interno di altre immagini o riproduzioni sonore. Allora è necessario intervenire sfruttando le stesse tecnologie che sembrano aver trafitto gli uomini della legge. Sistemi esperti e procedure basate sul ricorso all'intelligenza artificiale, monitoraggio dei fenomeni economici in rete, analisi dei flussi finanziari telematici, tracing o pedinamento dei cyber-banchieri fai-da-te: non manca certo l'opportunità per scendere in campo. La GdF ha già affrontato con successo il cambiamento epocale dettato dal passaggio della contabilità dalla carta dei registri ai bit del computer. Una vocazione all'essere competitivi consentirà di giocare (e, perchè no?, vincere) anche la partita in rete.

La prima non trascurabile preoccupazione è data dalla transnazionalità dei crimini finanziari del Terzo Millennio. Tutto può accadere ovunque. E' scomparso il luogo del delitto. E quindi a chi tocca intervenire? Ma, soprattutto, chi è capace di farlo? Valga come replica l'uno, nessuno, centomila di pirandelliana memoria. In Internet non ci sono alambicchi che esalano vapori di distillazione. Ma chi ha naso riesce ugualmente a trovare la pista. E sulle autostrade elettroniche non resterà, impietrito, fermo accanto al guard-rail.

 

Martedì 4 Febbraio 2003

TERRORISMO E FANTASCIENZA

Lo Shuttle potenziale “vittima” di attacchi stellari
Chi non esclude l’ipotesi dell’attentato ricorda gli studi per le armi antisatellite e il supercannone

di UMBERTO RAPETTO

Ore 8.59, 63.134 metri d'altezza, 20.116 chilometri orari di velocità: lo Shuttle Columbia si incendia come un piccolo petardo nel cielo tra Texas e Louisiana a soli 16 minuti dall'atterraggio. Ore 14, il Presidente Bush - nel comunicare la perdita della navicella spaziale - esclude ogni ipotesi di terrorismo.
Adesso, mentre l'ammiraglio Harold W. Gehman Jr. si accinge a coordinare i lavori della Commissione d'Inchiesta sull'incidente, subito istituita dal numero uno della NASA Sean O'Kneefe, si fanno largo le ipotesi più diverse sull'accaduto.
Chi non crede, o non vuole credere, all'incidente deve fare i conti con l'oggettiva difficoltà per un arma convenzionale di colpire un bersaglio che si muove alla velocità di 18,3 Mach. Le tesi di chi non esclude un attentato, o comunque ritiene non si debba rinunciare ad alternative al guasto o al problema tecnico, fanno rispolverare un tema dimenticato dall'opinione pubblica ma sempre evidente per gli addetti ai lavori: parliamo di guerra spaziale, riportiamo a galla i vecchi progetti di guerre stellari, andiamo a ficcare il naso nelle pagine di qualche incartamento in cui si parla di "armi anti-satellite", di "supercannoni" e tecnologie laser a scopi bellici offensivi.
L'ex astronauta Norman Thagard ritiene improbabile un attacco terroristico, dichiarando ad ABC News che solo gli Stati Uniti dispongono di armi capaci di colpire uno Shuttle. E salta fuori la sigla ASAT, che indica dispositivi militari - armi per dirla in breve - che hanno capacità di centrare un satellite, "accecandolo" o danneggiandolo così da renderlo inutilizzabile.
Questo genere di dotazioni rientrano tra quelle che sono classificate "armi di distruzione di massa", recentemente all'attenzione collettiva per la nota questione irachena. Proprio il regime di Saddam ha per anni commissionato ricerche in questo settore, nella consapevolezza di poter sfruttare la vulnerabilità di qualsiasi avversario in un confronto armato in simile contesto tecnologico. Qualche tempo fa un disertore illustre delle truppe di Bagdad, il generale Hussein Kamel al-Majeed, confessò che l'Iraq aveva lavorato con l'obiettivo di realizzare un supercannone in grado di annientare la tecnologia satellitare americana ed il team 166 della United Nations Special Commission trovò le prove di tentativi compiuti nel 1992 e di altre pericolosissime sperimentazioni effettuate tra il 1994 ed il 1995.
Il progetto del Supercannone "Babylon", che sembra ricordare i vecchi specchi ustori di Archimede, era stato partorito dalla fertile mente dell'astrofisico di origini canadesi Gerald Bull, che aveva lavorato al programma HARP (High Altitude Research Program) destinato a sviluppare armi per colpire ad altissima quota: già nel 1962 si parlava di proiettili capaci di arrivare a 70 chilometri di altezza.
Nel 1996 uno studio del National War College, la Scuola di Guerra americana all'interno della National Defense University, parlava di necessità di sviluppo e di incremento della capacità operativa anti-satellite allo scopo di colmare quella lacuna nella vulnerabilità della difesa militare statunitense che aveva impensierito anche Frank Carlucci, ministro della difesa USA nel 1989.
Il 10 aprile scorso l'astronauta Sally Ride, in un congresso all'Università di Stanford, aveva sottolineato la pericolosità delle sperimentazioni di armi di questo genere e si era limitata a descrivere i rischi di detriti e rottami che nello spazio potevano collidere con satelliti, stazioni spaziali orbitanti e space shuttle. Nonostante le parole della Ride, il governo cinese continua a far tremare il mondo investendo cifre non trascurabili in armamenti tanto futuribili quanto devastanti. Ma non sono storie nuove: già il 20 ottobre 1998 il governo USA aveva annunciato MIRACL, il Mid-Infrared Advanced Chemical Laser, con cui si poteva sparare ad un satellite.
Ma c'è bisogno di un raggio laser o di altre armi "proprie" per abbattere un sofisticato aeromobile? Il sistema nervoso dello Shuttle è fatto di mille istruzioni informatiche che - a differenza di missili da lanciare o di altri ordigni da nascondere a bordo - sono alla portata di una più vasta platea di malintenzionati. Non dimentichiamo che un malfunzionamento del software (progettato e realizzato da mille mani mai compiutamente identificabili) può determinare qualunque guasto ed essere più esplosivo di qualsivoglia bomba.

 

sito ideato e curato dall' Avv. Marco Andreoli corso 1985/88

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Ultimo aggiornamento: lunedì, 20. novembre 2006.